Sovrappensiero


Assorto, ascolto le voci arcane,
i dolci richiami della natura.
Odo il gorgogliar dell'acqua sopra i sassi
ed il velato fruscio del vento fra le fronde.
Odo il fluttuar lento dell'onda
ed il modular canoro degli uccelli.
Poi vedo te:
abbandonata coi capelli sciolti
sulla  sabbia dorata.
Ho il cuore rigonfio di gioia:
Vedo il mare lambire la costa
e la brezza dissolver le nubi.                             
                                                                       Fur



Visione

 
Sfumata,
nell'aria di un tiepido giorno
ti vedo,
sfarfalli.
Col sole riflesso negli occhi,
le braccia librate nel vento,
ondeggi felice.
Oh... immagine dolce!
Ricorri costante alla mente
ed ogni altro pensiero distruggi.                                       
                                                                        Fur


Solitudine

Amaro sconforto:
... esser solo.
In eremita parte seduto,
attendo lo scorrer lento dell'ore.
Non mi va di pensare.
... Ti vedo lontana e
ti tendo le braccia,
ma esse si avvinghiano al nulla.
Amarsi è qualcosa di  vivo.
A che serve pensare?
... Mi illudo di averti vicina,
ti guardo negli occhi e sorridi.
Ma è sogno irreale.
La luce mi porta nel vero
ed è triste trovarsi scorato.
... Solo, sempre più solo.
                                                           Fur 
 
  
 

Il  Professore


Dall'alto del tuo trono,
come una statua eburnea,
altero, disdegnoso
ti senti un semidio.
Con aria distaccata,
lo sguardo atterritore,
ostenti la tua scienza
al miserando alunno
che, tremolante e muto,
finì tra le tue grinfie.
Sbuffi, ti arrabbi e stridi,
indi, allungando il collo,
ti ricomponi e duro,
come uno stoccafisso,
esclami: " Se ne vada !
Non ha capito niente !"
Man mano che s'accresce
la schiera dei bocciati,
il riverito nome 
del professore illustre
passa di bocca in bocca;
nasce così la fama
di illuminare eccelso,
di pozzo di sapienza.
Pompato, riverito,
riempi la tua pancia
ben altro che di scienza.
In barba a tutti quanti
mangi, ti ingrassi e dormi.
Sei il propugnatore
del non aver pietà.   
                                                            Fur  

Pensieri d'amore

 
A voi ombre vaganti volgo il mio sguardo.
Solo a voi oh immagini dilette oso parlare !
A voi, che nel balzar di mente in mente,
tutto sapete, io sbigottito chiedo:
<< Sapete voi qual è il senso della vita? 
Cos'è la gioia? che cos'è il dolore ?>>
 Ma confuse voi vi ritraete 
e dolcemente, pian piano sfumando,
lasciate me solo ai miei pensieri.
E mentre con la mente vado tra profondi abissi
e altissime vette, cercando il vero, invano,
una candida, pallida mano
si posa sui miei occhi, 
avvolge la mia mente.
Ecco !  ora tutto è chiaro !
Io so perché si vive,
che cos'è la gioia,
che cos'è l'amore.
Oh cara, dolce immagine reale!
Sol ora, accanto a te, posso capire
che l'unica vera causa del dolore
è la continua lotta 
dell'uomo contro l'uomo.
Sol ora avverto tanta pace
e tanto, tanto amore.
E solo voglio amarti,
lontano da ogni cosa,
tenendoti per mano,
correndo senza ostacoli. 
                                                             Fur


Sconforto

 
Soffocato, strozzato dall'odio
vorresti fuggire.
Vorresti poterti librare nell'aria,
scrollarti di dosso
quel peso affannoso
che tanto ti avvince alla terra
 ... e amare.
Ma solo, senza conforto,
abbandonato, relitto
non ha senso l'amore.
Non una voce:
silenzio, solo silenzio
ti echeggia nel petto.
Il mondo ti volge le spalle,
nessuno si è accorto di te !
Eppure, ti illudi di essere amato,
sogni beato un amore felice
e ti vedi cullato
da quell'immagine dolce
che tu hai dell'amore.
Così tempri l'affanno del tuo cuore.
E a te stesso invochi
la sospirata pace,
che solo il giorno estremo,
ti darà conforto.
 
                                                                Fur

 

Gabbiani

Distratto, osservo il lento,
ritmatico volo d'un gabbiano:
Quando improvviso, non previsto
s'ode l'ulular del vento.
Vedo la polvere alzarsi,
formare un nuvolone.
Il cielo si rabbuia,
tutto si fa più oscuro:
Così dell'uomo i sentimenti,
suscitati improvvisi,
oscurano il lento, monotono
voler della ragione.

                                                              Fur
 
 
 A sé stesso

 
Confuso tra i tanti
rinneghi te stesso.
L'amorfa materia,
la piatta esistenza
appaga quell'ansia infinita,
che anela infinite conquiste.
L'arcano, l'ignoto ti scuote,
ritrovi te stesso,
ritorna la vita.
Modelli l'amorfo,
carpisci i segreti
che "Terra" gelosa
rinserra nel seno.
Ma scoperti che l'hai
ti domandi confuso
il perché  del tuo affanno.
E dici a te stesso:
"Nessuno ha bisogno di te".
E a me stesso rispondo:
"Son io che ho bisogno di te".
                                                                       Fur

 
 Confronto


 
Alte, grigie ciminiere;
nero fumo.
Grosse macchine rombanti;
larghe strade.


Folle immani senza volto;
grandi case.
Frastornati, frettolosi;
cittadini.


Ramoscelli mormoranti;
verdi prati.
Acque terse, chiacchierine;
Aere azzurro.


Calma, immensa pace;
bianchi casolari.
Occhi vivi, guance smunte;
contadini.                            

                                                              Fur

 
Frammenti
 
I
 
Che senso ha la vita?
Amare, sognare, sperare ?
Effimera cosa è l'amore;
immagini vaghe nei sogni;
il vero dissolve la speme.
E' bello obliarsi,
vagare nel nulla.

II

 
Quant'odio serpeggia nell'aria.
Ognuno, rinchiuso in sé  stesso,
non ode le voci pietose,
non vede le mani protese.
 
                            Son mani senza volto;
                             son mani senza corpo.
 
Ognuno si nutre del sangue degli altri,
esamine, esangue  lasciando la preda.
Che schiera selvaggia, immonda, crudele
è quella degli uomini!
                                
                                  Son corpi senza volto;
                                   son corpi senza testa.
                                                                                                    Fur


 
Amore e Sogno


Miriadi di lucciole d'oro,
fantasmi dal bianco mantello,
vagando nel buio di un cuore,
vi portano un poco d'amore.
                                    Amare è come sognare:
                                     chimera d'un mondo ideale.
Speranze cadute e risorte,
ricordi di tempi felici,
che all'anima triste, avvilita
ridanno la gioia, la vita.
                                      Amare è come sperare:
                                       lusinga di un'ora di pace.                        
                                                                                       
Fur




 
Viaggio di fantasia
 

La mente arrovellando
tra corpi rotolanti
e forze lagrangiane,
stanco, oramai distrutto
dall'arido problema,
sui fogli mi assopisco.
La fantasia si sfrena.
Scollatasi di dosso
ogni inutil fardello,
si butta alla conquista
di mondi sconosciuti.
E dopo aver varcato
gli spazi siderali,
si trova all'improvviso
in una grotta oscura.
E c'era tanto buio.
Poi dopo, poco a poco,
si fece un gran chiarore:
tumultuose vagavan,
in un serrato intreccio,
immani masse amorfe:
i sogni, i desideri,
gli occulti pensieri.
Di colpo si trovò
in un'angusta via;
nascosti in ogni ansa
balzavano figure:
mirabili castelli
su altissime cime,
ed una folla immane
correva verso esse,
s'inerpicava a forza.
Colui che stava in alto,
scalciando, si reggeva
sulle spalle di quanti
giacevano più in basso.
Quelli che stavan giù,
con le unghie e coi denti,
cercavan di salire, aggrappati
a quanti  stavano più su.
Scendendo per la china
di quell'angusta via,
appese alle pareti,
c'eran delle corone
di lauro sempre verde,
ma esse erano piene
di spine acuminate.
Infine essa raggiunse
un'ampia prateria,
dov’erano  forzieri
ricolmi d'ogni bene:
ori, diamanti e gemme,
che erano la speme
di gente delirante;
ma erano guardati
da feroci mastini.
In mezzo ad essi un vecchio
incolto, rabberciato
radici rosicchiava.
Allora, spaventata
da quell'orribil vista
la fantasia svanisce
e il sogno qui finisce.
                                                         Fur